5649f70ee50f1.jpg

30/01/2016

L’immobile è un bene da proteggere

-

E’ purtroppo facile immaginare quale sarà la politica economica che impatterà sul settore immobiliare nei prossimi mesi. Di fatto, come è ormai percepito nell’immaginario comune, il tanto richiamato “rigore” non può che basarsi, tra l’altro, sulla cosiddetta certezza di prelievo e la casa rappresenterà sempre la garanzia più macroevidente per la riscossione fiscale. La continua vessazione fiscale, i cambiamenti di facciata previsti dalla ultima Legge di Stabilità, sembra che abbiano sicuramente riunito le critiche dei contribuenti, ma sembra non dividano più la politica del Paese che è diretta tutta ormai “a fare cassa” e non ad alleviare il peso sui contribuenti. La certezza del prelievo, come sopra detto, può trasformarsi però in un nulla di fatto se il cittadino non riesce ad adempiere al pagamento del tributo stesso, generando una falsa aspettativa, e, a seguire un lungo iter di recupero che può trasformarsi in un annoso contenzioso.

Il nodo principale è che, se da una parte una proprietà immobiliare così facilmente individuabile e percepibile può essere tassata senza particolari complicazioni, dall’altra non sempre tale bene è libero da gravami quali mutui, finanziamenti o altro e ciò può naturalmente creare una difficoltà nell’ambito del recupero, che diventa un boomerang: l’attesa di un introito che da un punto di vista finanziario non si riesce a recuperare.

Un ridimensionamento di tale tassazione resta la soluzione più equa.

L’attuale taglio delle tasse sulla prima casa potrebbe avere scarsi risultati sul mercato immobiliare e, quindi, sulle costruzioni, il grande “malato italiano” che ha bruciato in pochi anni 800mila posti di lavoro. Secondo Nomisma - si tratterebbe di un incentivo piuttosto modesto, quantificabile in circa lo 0,11% sul primo anno e comunque inferiore all’1%, considerando i valori attualizzati, su un orizzonte decennale, in una fase in cui i valori immobiliari sono ancora caratterizzati da tendenze di recessione e lo sconto medio sfiora il 16%.

Se l’intervento resterà limitato alla prima casa, l’effetto sarà davvero modesto, potrebbe cambiare se esteso alle seconde e terze case. In questo caso, tagliando le tasse si andrebbe a eliminare un elemento che penalizza la redditività e si ridarebbe fiato agli investitori. Il mercato immobiliare nell’ultimo periodo ha subìto un notevole cambiamento, in quanto l’investimento nel mattone sta perdendo il forte interesse che da sempre lo ha caratterizzato e gli acquisti consequenziali sono fermi alle personali necessità abitative; ma siamo così certi che il tempo non premierà sempre tale mattone? I cicli economici degli ultimi 50 anni ci hanno dimostrato che la rivalutazione della “pietra” ha sempre primeggiato sulle altre forme di investimento, e quindi non sarà il caso di proteggere tale bene primario, coloro che lo posseggono e che investono in tale mercato? Ridare linfa vitale al settore e accompagnare con provvedimenti mirati una giusta crescita, potrebbe realmente rappresentare una delle strade primarie per l’uscita dalla crisi.

CLEMENTE MARIA DEL GAUDIO 

Amministratore delegato Borsa Immobiliare di Napoli

P.Iva 05263691213 | © 2014 Copyright B.I.N. | Design by Design Altravia Servizi srl