Riqualificazione ed abbellimento, la ricetta giusta per fare ripartire Napoli

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08/01/2018

Riqualificazione ed abbellimento, la ricetta giusta per fare ripartire Napoli

di Giovanni Adelfi Amministratore Unico Borsa Immobiliare di Napoli

Recupero e riqualificazione, queste le due parole magiche per immaginare una rivalorizzazione sia del centro storico che degli altri quartieri che non si sono mai fregiati di tutele importanti, come quelle offerte dall’Unesco. Il ritorno di interesse nei confronti della città di Napoli e la ripresa di una qualità della vita adeguata devono essere al primo posto nell’agenda di chi quotidianamente lavora per amministrarla. Ristrutturazione ed abbellimento sono fattori strettamente legati al miglioramento della vita di quanti la città la vivono abitandola. Continua a mancare la molla che può rendere la città interessante per i grandi investitori, cosa che invece è accaduta facilmente nelle metropoli italiane come Milano e Roma. Il mercato immobiliare tende a replicare ciò che avviene al livello della comunità; i prezzi delle case salgono nelle città dove è alto il grado di vivibilità, scendono dove impera il degrado e la mancanza di manutenzione. Del resto è sotto gli occhi di tutti il dato di fatto che vede il capoluogo partenopeo svuotarsi di giovani. Non solo i cervelli ma tutti quelli che hanno prospettiva di vita lunga davanti, preferiscono stabilirsi in luoghi con una qualità di vita ed aspettative di lavoro migliori. Situazione questa che non sta creando un ricambio generazionale. Napoli continua a vivere un depauperamento di valori, la popolazione invecchia e di certo non appartiene a quella fascia che può garantire a lungo il futuro. Esistono zone, non lontane dal centro storico che non sono mai decollate. Lampante l’esempio del Centro Direzionale. Doveva essere una vera e propria City, un centro di affari e soprattutto un volano per l’economia locale. Tutto ciò non è mai avvenuto ed il Centro Direzionale è rimasto vittima di se stesso, ma soprattutto in preda al degrado. Anche questa zona ha bisogno di una riqualificazione immediata per non far perdere ulteriormente valore alle centinaia di uffici, molti dei quali sfitti e soprattutto ai negozi. Lo stesso discorso, per quello che riguarda le vie d’accesso alla città: via Marina sta subendo una profonda opera di ristrutturazione ma è ancora lontana dall’essere terminata. Allo stesso modo non si sta procedendo invece per il recupero del patrimonio immobiliare. Tutta una serie di fattori concomitanti rendono il nostro mercato immobiliare piccolo e sterile. Un danno anche per la stessa vivibilità del centro storico che rischia di essere popolato solo da quella stessa fascia sociale che un tempo mai ci si sarebbe potuta stabilire a vivere. Eppure l’area di 720 ettari complessivi, ne fà uno dei centri storici più grandi di Europa, ed è anche il più antico: l´area greco-romana dei Decumani risale al quarto secolo avanti Cristo e le sue vestigia, in zona monte Echia, addirittura al  nono secolo avanti Cristo, dunque più antico di Roma e di Pompei. La ricetta della ripartenza è semplice, a portata di mano e purtroppo ancora lontana da chi ha gli strumenti per intervenire: occorre creare attrazioni per rendere Napoli interessante. Abbellire, riqualificare e mettere in sicurezza: tre imperativi che influiscono anche sul valore stesso degli immobili. Cifre che con la nostra Borsa Immobiliare andiamo semestralmente a recensire; valori che tengono conto, oltre che della qualità anche della vivibilità delle zone nelle quali insistono gli edifici. Una volta reso allettante, sarebbero per primi i napoletani a volere tornare ad occuparli. Quelle stesse fasce di popolazione che hanno trovato riparo e conforto in periferia o in altre città. Un po’ come da un paio di anni sta avvenendo a Salerno, zona che invece sta avendo una decisa riqualificazione. L’attuale congiuntura finanziaria riconosce, nella riqualificazione del patrimonio edilizio esistente, un efficace volano per il rilancio della crescita del sistema paese. La contrazione del mercato immobiliare ha generato una significativa quantità di patrimonio invenduto, incapace di essere assorbito, in attesa di adeguate politiche di valorizzazione. Una delle principali sfide odierne nel settore immobiliare è rappresentato dall’innovazione dei processi e dei sistemi costruttivi per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente e riconversione di uno stock immobiliare caratterizzato da livelli di efficienza energetica, sicurezza sismica, inclusività e comfort abitativo inadeguati alle attuali esigenze. Esistono opportunità create dallo stesso Governo. Nella legge di bilancio è stato confermato l’Ecobonus fino al 2021, c’è tutto il tempo per programmare gli interventi di manutenzione, oltre al Sisma bonus introdotto dopo gli accadimenti di Casamicciola.  Alla riqualificazione il compito di ridare decoro e dignità all’intera cinta urbana e tirare fuori Napoli dagli ultimi posti della classifica redatta dal Sole 24 Ore sulla qualità della vita offerta ai propri cittadini.


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